giovedì 1 aprile 2010

REGIONE PIEMONTE
E' GIÀ SCANDALO TRANS PER IL NEO GOVERNATORE COTA.

“Trafiggimi con la tua Durlindana!” sarebbe la frase urlata a squarcia gola e risuonata nella notte all'interno del parco Medievale Castello del Valentino. Erano le 3.00 del mattino quando M.P. , Custode del parco Valentino, avvertiva le forza dell'ordine per attività sospetta e schiamazzi provenienti dal cortile del Borgo Medievale.

Al loro arrivo ai Carabinieri trovavano uno spettacolo agghiacciante: il neo governatore della Regione Piemonte Roberto Cota era legato alla fontana del “Melograno”, travestito da frate, con il saio alzato sulla schiena e le natiche nude e sanguinanti. Alle sue spalle era Mario B., in arte Marisa Del Vergone, noto esponente della comunità transessuale della città, che lo sodomizzava usando l'impugnatura di una spada celtica.

I due venivano condotti presso il commissariato e , dopo breve interrogatorio, rilasciati senza alcuna imputazione.

Queste le prime dichiarazioni del neo governatore:

“Mi spiace molto, una festa celtica finita male, qualche bicchiere di troppo... il San Simone proprio non lo reggo, poi era finito ed ho anche mischiato con del Lucano. Non intendo dimettermi perché non ho fatto nulla di male; certo che ora sarà assai difficile non rinnovare il patrocinio al Gay pride Torinese, anzi, visto che praticamente non c'è mai stato patrocinio, penso che lo istituirò io durante il mio mandato”. “Chiedo scusa a tutta la comunità GLBT, credo si dica così, per le mie ultime dichiarazioni, capiranno chiaramente che si trattava solo di invidia. Ricoprendo la mia carica, credevo di non poter scendere anch'io in piazza per dimostrare il mio orgoglio omosessuale. Ora sono più consapevole e voglio uscire allo scoperto, sperando che facciano altrettanto gli altri membri della comunità gay leghista... D'altro canto, spero fosse chiaro già da tempo che quel 'Ce l'ho Duro!', con il quale ci salutiamo ai convegni, non fosse assolutamente un motto machista, ma solo una dichiarazione di disponibilità, rivolta agli altri membri del movimento”.